October 20, 2008

Gigi Casati

 

di Paola

Ivrea..chiesa di Santa Marta..ore 21.00..incontro organizzato dal circolo Canavesani per ascoltare i racconti dello speleonauta Gigi Casati..

è un ragazzo con i capelli lunghi e la voglia di raccontare le sue meravigliose esperienze tra le viscere profonde delle grotte di tutto il mondo..di lui colpisce il sorriso sempre disponibile, quella sua auto ironia che lo rende simpatico dalle prime parole e gli occhi ricchi di entusiasmo di chi nella propria vita ha realizzato tantissimi sogni...
Casati inizia la sua esperienza da subacqueo all'età di 14 anni immergendosi per la maggior parte delle volte nei laghi..e a 21 si avvicina al Gruppo Speleologico Lecchese abbandonando il mondo della subacquea per tuffarsi in quello della speleologia subacquea..effettua oltre 1300 immersioni in grotta di cui almeno 800 con la prospettiva di esplorare nuovi ambienti..si immerge in un centinaio di grotte allagate diverse e dopo esser sceso in una grotta per 650 m., compie un’esplorazione in un sifone sul fondo..compie 35 immersioni raggiungendo e superando i 2000 m. di distanza dall’ingresso e compie 33 immersioni oltre i –140 m. di profondità in grotta.

..le sue parole mentre scorrono le foto che ci mostra sono affascinanti e toccanti..

..vediamo una serie di immagini di una parte delle sue esplorazioni in Croazia e in Grecia..

sono stupefacenti..ci racconta la dinamica di un'immersione in grotta..le problematiche relative al freddo, al buio e all'ignoto..e forse questo che lo affascina piu' di tutto..la scoperta di qualcosa che nessuno ha mai raggiunto..qualcosa che è naturale e non costruito dall'uomo..

ci spiega che un'immersione in grotta comporta stress e fatica.. e quindi è bene cercare di essere sempre nelle migliori condizioni fisiche quando si scende..non esiste una vera e propria programmazione di questo tipo di immersioni..le immersioni possono essere quasi completamente verticali o la grotta puo' espandersi in modo orizzontale..in questo caso si puo' passare molto piu' tempo in immersione che in decompressione..

ci racconta di decompressioni di 4 o 5 ore..lo racconta come normalità..e noi lo guardiamo con occhi stupiti ma affascinati..

utilizza quasi sempre il rebreather..(il rebreathe sostanzialmente è l'evoluzione di un ARO, ma con la possibilità di poter scendere a qualsiasi profondità e scegliere le miscele da utilizzare..il sistema di un rebreather è stato realizzato sulla possibilità di poter recuperare parte del gas già respirato e dopo essere filtrato ri-immesso in circuito)..posiziona diverse bombole di sicurezza lungo il percorso..la permanenza in grotta per molte ore deve essere fatta nel modo piu' sicuro possibile..

..le foto continuano a scorrere dietro i suoi racconti..si vedono i momenti della vestizione..è sempre accompagnato da uno staff che lo aiuta durante tutta la spedizione..

ammiriamo gli scatti in grotta per raggiungere i punti d'immersione..e le più incredibili immagini sono a troppi metri di profondità per noi subacquei "normali" che mostrano le viscere piu' profonde della terra..

conclude la serata mostrandoci un bellissimo dvd che racconta l'mmersione nella Sorgente del Gorgazzo in Italia fatta a febbraio di quest'anno..raggiunge i -212 metri..è strabiliante..un'impresa che è impossibile da immaginare per qualsiasi subacqueo..ma lui la racconta con una tranquillità tale che rende il tutto ancora piu' affascinante..

riusciamo a vivere con lui due ore di entusiasmo..per la speleologia..la subacquea e la sete di conoscenza dell'ignoto..

grazie Gigi!

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